L’ansia è la percezione di una tensione, unita ad apprensione e paura quandi si ha di fronte una situazione difficile o pericolosa, sia da comprendere che da affrontare. È una sensazione perfino positiva se non eccessiva rispetto allo stimolo che la induce, in quanto utile a una buona reazione a ciò che accade, alla sua analisi e al successivo adattamento. 

Psicoterapia dell’ansia

L’ansia costituisce invece un problema quando è sproporzionata, eccessiva, a lungo incombente sul soggetto, senza evidenze che la giustifichino, ma anzi tale da interferire con un normale andamento della quotidianità. Si parla allora di disturbo d’ansia, riscontrabile da sintomi psicologici e fisici quali come senso di pesantezza e fatica, difficoltà a concentrarsi, disturbi del sonno, irritabilità e scatti di nervi talvolta esplosivi, tensione muscolare, sudorazione, ritmo cardiaco accelerato, palpitazioni. Sono disturbi assai diffusi in ogni popolazione e strato sociale, per essi si chiamano in causa i fattori più disparati: genetici, biologici, ambientali e ovviamente psicologici.

La difficoltà nell’implementare un buon approccio terapeutico ai disturbi d’ansia suggerisce un coinvolgimento multidisciplinare, con la presenza di specialisti medici, psicoterapeuti, e talvolta nutrizionisti, senza dimenticare il ruolo spesso cruciale svolto dall’ambito familiare e in genere dai rapporti affettivi di riferimento del soggetto. Il primo risultato da conseguire è l’attenuazione dei sintomi e della sofferenza che provocano; ma l’obiettivo fondamentale è riuscire a correggere le distorsioni cognitive, ossia il modo – alterato in senso negativo – di percepire e interpretare la portata e gli effetti degli atti e dei pensieri. Ciò varrà a incrementare e migliorare l’autostima, e dunque le relazioni con il proprio sé e con gli altri, vale a dire la qualità di vita.

Lo strumento della psicoterapia

Il disturbo d’ansia si può curare con la psicoterapia, quando essa è adeguata a quale e quanta è la gravità del disagio che l’ansia genera. È un intervento psicologico che ha l’obiettivo di “cambiare il pensiero”, modificare cioè i pensieri, le ideazioni, le emozioni che vi sono legate, nonché i comportamenti che producono e alimentano l’ansia; istruendo poi il paziente all’uso di strategie per governare e reggere più efficacemente le situazioni provocano quegli stati emotivi. Tra le svariate forme di psicoterapia per l’ansia, è ritenuta fra le più efficaci quella di indirizzo cognitivo-comportamentale (TCC).

La terapia cognitivo-comportamentale si fonda sul concetto che l’ansia è l’esito di una valutazione errata o ingigantita di una minaccia incombente, accompagnata dalla eccessiva sfiducia nelle proprie risorse per affrontarla con successo. La TCC consiste nel dare aiuto al paziente nell’individuare e poi “sfidare” le proprie convinzioni irrazionali, e in seguito metterlo gradualmente di fronte a quelle situazioni critiche così temute, accompagnandolo nel rilassamento di corpo e mente. 

Approfondisci l’argomento leggendo Differenza tra angoscia, ansia e panico di Giovanni Callegari

La durata e la frequenza della psicoterapia per l’ansia variano secondo il caso specifico, si tratta generalmente di una serie di interventi di breve durata e molto incentrati su un singolo tema; oltre che durante la seduta, sono richiesti al paziente un coinvolgimento e una partecipazione attiva  anche che fra una seduta e l’altra.

L’efficacia dell’orientamento cognitivo-comportamentale ha avuto evidenze anche in analoghi disagi psichici, quali il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di panico, con esiti positivi anche nella terapia del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress, delle fobie specifiche e delle fobie sociali.

La durata e la frequenza della psicoterapia per l’ansia dipendono dal caso specifico, ma in generale si tratta di un intervento breve e focalizzato, che richiede anche il coinvolgimento attivo del paziente tra una seduta e l’altra. Mediamente occorrono da 10 a 20 sedute, con cadenza settimanale o quindicinale. In casi particolari di persistenza dei sintomi la terapia si protrarrà per un periodo più lungo, talvolta la situazione verrà valutata dal terapeuta con un follow-up periodico.

Il coinvolgimento attivo del soggetto consisterà, durante la psicoterapia e anche dopo il suo esito positivo, in una serie di “strategie” volte al mantenimento e rafforzamento della condizione di benessere. Saranno tecniche di rilassamento: la respirazione profonda, la meditazione, lo yoga, il training autogeno, per ridurre lo stress. Praticare uno stile di vita sano, con dieta equilibrata, attività fisica, riduzione se non abolizione di alcolici, caffeina, tabacco e altri agenti chimici ansiogeni. Abituarsi a non fuggire situazioni che potrebbero provocare ansia, piuttosto affrontarle con il supporto e la presenza di persone fidate, cui raccontare le proprie emozioni, avere conforto e sostegno, per non sentirsi soli.

Crediti: uomo ansioso; ansia

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